USA Trip Day #2: abbandonatemi qui

Dopo un viaggio pieno di episodi esilaranti e non, mi preparo a vivere il mio primo vero giorno in questa campagna a cui Rockstar si è ispirata per le location di GTA V quando giochi con Trevor (qui tutto sembra un film o un videogioco). Tuttavia, oggi bisognava prima risolvere la questione “zaino”.

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Ieri sono andato a letto dopo aver bevuto seimila litri di nonsocosamaerabuonocavolo, e i risultati sono stati davvero molto elementari Watson: mi sono svegliato alle 9:00, poi alle 10:00, poi alle 10:40, poi alle 11:00 e infine alle 11:30 dopo aver ricevuto una telefonata da Roma a cui non ho risposto.
Peter e Daniel dormono fino a tardi, beati loro, io mentalmente non sono ancora abituato al fuso, quindi, quando qui è mattina, per me è sera, pertanto mi sveglio stanco (o forse ero solo provato per le numerose passeggiate verso il bagno?).
Il sole illuminava la ridente cittadina di Blackfoot in cui nessuno ride perché effettivamente non c’è nessuno.
Qui non c’è davvero nessuno, a parte migliaia di camion giganti che trasportano patate.
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Faccio colazione con un Muffin gigante ai mirtilli e cerco del succo di qualcosa senza successo, quindi torno a letto a perdere un po’ di tempo con l’iPad in attesa che Daniel si svegli.
Quale miglior modo per auto-celebrare il mio arrivo negli USA se non quello di guardare i primi episodi dell’ottava stagione di The Big Bang Theory?
Alla fine del secondo episodio, Daniel si sveglia e intanto inziamo a parlare sul da farsi: nel corso della giornata avremmo dovuto risolvere la questione Zaino, andare da RadioShack (un negozio di elettronica) per prendere la mia sim americana e passare da Wallmart a fare un po’ di spesa.
Si cavolo, questi posti sono veri e sono qui, ma io sono ancora convinto di essere in un film (si caro J-Ax, a volte la vita è un film, anche se non sei d’accordo).
Peter si è svegliato poco dopo e molto gentilmente si è subito preoccupato del mio zaino, cosí ha iniziato a chiamare ripetutamente la compagnia aerea ottenendo peró risposte piuttosto negative in quanto, secondo loro, lo zaino era stato spedito ma non sapevano dove fosse e quando sarebbe arrivato (e soprattutto se si trattava del mio zaino o di quello di qualcun altro).
Nel frattempo, io mi sentivo sempre più stanco, cosí, dopo aver dato una mano a Daniel con alcuni piccoli lavoretti, mi sono re-infilato a letto per provare a fare un sonnellino.
Dopo pochi minuti, Peter chiama fuori Daniel per dargli delle indicazioni su alcuni lavori da svolgere durante la giornata.
N.B.: la formula con cui io e Daniel siamo qui è piuttosto conosciuta in America ma poco utilizzata dalle nostre parti. In sostanza, non paghiamo il cibo ma in cambio facciamo vari lavori in casa, come ad esempio verniciare, tagliare il prato e cosí via. “It’s a good deal”, come direbbero qui (è un buon affare). That’s it!
Daniel torna in camera poco dopo e mi fa “mm, devo fare un paio di lavori per Peter, poi mi insegnerà a cucinare la sua pregiata minestra di pollo… Ah, dimenticavo, tu che fai? Dormi un po’?”
“Si Daniel, vorrei far un pisolino, sono a pezzi e non riesco a stare sveglio”
“D’accordo Rick… Beh se poi vuoi, di là c’è il tuo zaino.”
“Perché dormire in questa splendida giornata? Godiamocela, godiamocela!”
Stavo ancora parlando mentre nel frattempo mi fiondavo nella direzione dello zaino.
Era lí, tutto solo ed indifeso, doveva essere spaventato poverino, una notte da solo a Denver senza conoscere nessuno. L’ho accarezzato un po’ per farlo sentire a casa e mi sono subito accorto che qui non siamo assolutamente in Italia: all’interno c’era TUTTO esattamente come l’avevo lasciato: Macbook, fotocamera, GoPro, obiettivi.. Tutto!

Se una cosa del genere fosse successa in Italia mi avrebbero riconsegnato lo zaino… Vuoto.
Non capivo neanch’io quanto fossi felice mentre toglievo la roba dallo zaino e controllavo la flebo con la caffeina.
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Dopodochè mi sono seduto sul divano con Peter a parlare di molti “Candy Ass” di mia conoscenza mentre Daniel squartava un povero pollo senza pietà. Credo che sarebbe perfetto per un cameo in The Walking Dead.
(Candy Ass è un modo per dire “mezza sega” o “femminuccia”, ndr)
Dopo aver vissuto la storia di Jack lo squartatore con un pollo, Daniel si è preparato per uscire con noi, destinazione UNSACCODINEGOZIFIGHI.
Prima dei negozi, Peter ci ha portato un po’ in giro per Blackfoot, spiegandoci anche come funzionano le cose da queste parti e generalmente in America.
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Ad esempio, siamo passati per la “scuola”, messo tra virgolette perché, nonostante la città sia molto piccola, la scuola stessa è una sorta di seconda città: ci sono vari indirizzi e gradi, a partire dalle nostre “elementari” fino alle superiori. Qui danno molta importanza al fattore “sociale”, ecco perché non si limitano a farti studiare, bensì ti danno la possibilità di dedicarti allo sport che preferisci. Dalla strada, sono riuscito a vedere 4 campi da Tennis, 1 campo da Football, 1 Campo da Baseball, delle piscine e quello che sembrava un campo da Calcio (anche se potrei confondermi, il calcio non è così diffuso qui FORTUNATAMENTE).
Una tipica casa americana
Una tipica casa americana
Insomma, qui puoi fare letteralmente ciò che vuoi: se sogni di essere un falegname, puoi studiare anche per fare quello, in fondo, non è così semplice tagliare la legna, no?
Per non dimenticare il famosissimo “Prom“, il ballo di fine anno poco dopo la primavera in cui tutti gli studenti scelgono un partner per esibirsi in un bellissimo ballo di gruppo; si, proprio come nei film.
Insomma, qui sono sicuramente più socievoli di noi, a partire dalla scuola.
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Dopo il breve tour di Blackfoot ci siamo diretti da RadioShack per cercare di prendere la mia sim americana, tuttavia, abbiamo trovato chiuso. E’ bello perché, in America, vige la regola che dice “se le luci sono accese, entra” (If the lights are on please come on in), ecco perché ho provato ad aprire la porta senza però nessun risultato.
Dopo qualche secondo è uscito un tizio chiedendo cosa avessimo bisogno, quindi, il test “disponibilità” è stato superato anche stavolta nonostante non fosse un dipendente ma un elettricista che stava riparando le luci.
Poi è stata la volta di Wallmart, e qui, cari miei, mi si è aperto il mondo. E’ il posto che ha ispirato il titolo dell’articolo di oggi: è praticamente impossibile entrare in questo gigante centro commerciale senza comprare nulla, garantito.
Ho visto migliaia di varietà di cibo, migliaia di gusti di bevande, ciccioni,  Junk Food (cibo spazzatura), bevande energetiche, acqua sporca che chiamano caffè, ciccioni, bevande energetiche, ciccioni, Coca Cola & Pepsi che si sfidano al miglior prezzo, ciccioni e bevande energetiche.
Nel reparto dedicato ai Televisori, tengono vari Snack e Bevande energetiche, così, se comprate un televisore per vedere un film non dovete neanche camminare troppo per poter comprare qualcosa da sgranocchiare!
Nel reparto dedicato ai Televisori, tengono vari Snack e Bevande energetiche, così, se comprate un televisore per vedere un film non dovete neanche camminare troppo per poter comprare qualcosa da sgranocchiare!
Tuttavia, ho chiesto espressamente di essere abbandonato lì quando ho visto lo scaffale dedicato ai prodotti di Starbucks: sono letteralmente impazzito dopo aver visto il Frappuccino al Caramello “on the go”, la lattina con il Cappuccino Double Shot al cioccolato Bianco e un sacco di altri prodotti. E’ stato un momento di bava profonda e ciccioni che passavano vicino agli scaffali di bevande energetiche.
Ecco il paradiso a forma di scaffale del supermercato.
Ecco il paradiso a forma di scaffale del supermercato.
Non potevo rimanere impassibile davanti a tutti quei cicconi, pertanto ho deciso di diventare come loro: ho iniziato a mettere roba nel carrello e Daniel, maledicendomi per averlo fatto cadere in tentazione, mi ha seguito al volo.
Come rimanere impassibili di fronte alla Fanta alla fragola?
Come rimanere impassibili di fronte alla Fanta alla fragola?
Succo di fragola, prodotti di Starbucks, bevande energetiche, biscotti strani, cereali colorati, ciccioni, dolci vari e Junk Food riempivano il nostro carrello mentre Peter ci guardava quasi schifato.
La nostra prima spesa è stata davvero dietetica, forse fin troppo. Beh certo, ovviamente mi riferivo agli standard americani.
La nostra prima spesa è stata davvero dietetica, forse fin troppo.
Beh certo, ovviamente mi riferivo agli standard americani.
La nostra scusa è stata “beh, si avvicina Halloween, è giusto festeggiare.
Vedete questi sacchi giganti? No, non è cibo per cani, sono confezioni di Cereali. Qui AMANO i cereali.
Vedete questi sacchi giganti? No, non è cibo per cani, sono confezioni di Cereali. Qui AMANO i cereali.
Oltre a questo, ho avuto modo di comprare delle scarpe dedicate alla corsa (con suola sportiva ed altre caratteristiche) a 16$ (circa 13€). La nostra prima spesa è stata really Junk (“molto spazzatura”, si lo so, state imparando un sacco di termini nuovi.. si lo so che mi state ringraziando…si ok, basta con i complimenti, grazie davvero!) ma era necessaria, ci sono un sacco di prodotti qui che noi nemmeno immaginiamo, roba da lasciarci la mascella ad ogni reparto. Beh certo, mi è anche molto chiaro ora perché sono tutti obesi qui, il marketing dedicato ai dolci rende è irresistibile come quello di Apple per i suoi prodotti.
La bontà di questo Double Shot Cappuccino al Cioccolato Bianco è indescrivibile.
La bontà di questo Double Shot Cappuccino al Cioccolato Bianco è indescrivibile.
Dopo la spesa a Wallmart siamo ritornati al campo di Football della scuola in quanto oggi c’era una partita molto particolare: le donne giocavano al posto degli uomini e gli uomini facevano le cheerleader. Insomma, quando arrivo in città alla ricerca di una Cheerleader da vedere si invertono i ruoli. GRAZIE MILLE CARA SFIGA.
Ad ogni modo, è stato bello vedere come tutti si divertivano serenamente; credetemi, era una partita e nessuno si è accoltellato, non hanno lanciato motorini dalla tribuna, fatto invasioni di campo o picchiato l’arbitro. Si stavano divertendo davvero, e non erano neanche pagati per farlo! Voglio dire, divertimento giusto per il gusto di divertirsi. Incredibile.
Io e Daniel al campo da Football della scuola dopo la partita.
Io e Daniel al campo da Football della scuola dopo la partita.
Tornati a casa, abbiamo cucinato e ci siamo gustati la serata nella pace di questa riserva indiana. Poco prima di andare a dormire ci siamo messi fuori ad osservare “the flickering northern lights”, ovvero lo sfarfallio delle luci del nord, una sorta di aurora boreale molto debole; anche la via lattea sopra di noi stasera era piuttosto debole, ma non ci sono problemi, il giorno in cui deciderò di mettermi a fotografarla sono sicuro che pioverà.
Prima di andare a dormire mi sono messo a scrivere questo articolo e, proprio mentre scrivevo, mi sono ricordato che oggi, tra le varie cavolate, ho comprato anche delle caramelle gommose al Cappuccino, così mi è venuta voglia di provarle.
Una volta assaggiate è stato un piacere inebriante, qualcosa mai assaggiato prima; Daniel mi stava fissando e voleva capire se fossero realmente così buone o no, peccato che aveva appena lavato i denti e non aveva voglia di uscire  (il bagno è da un’altra parte e bisogna attraversare un piccolissimo pezzo di foresta buia per arrivarci) per ri-lavarsi i denti, pertanto ha deciso di strozzarsi per assaporare il gusto senza masticare. Addio Daniel, sei stato un caro amico, ma quella caramella al cappuccino era troppo buona per non essere masticata, te la sei cercata.
E qui finisce la giornata….o forse no..

One More Fact….

 

Sapete, ogni tanto è necessario farsi una doccia, o almeno così dicono. Sarà stata la stanchezza, il fatto di non essere abituato al fuso o che, ad ogni modo la mia prima doccia qui è stata “particolare”.

Entro in bagno, vedo la vasca e penso “mm, ci dev’essere una sorta di doccia nel caso in cui volessi evitare di farmi la vasca, controlliamo sul muro”, ma niente, non c’era il famoso “doccino”. Il punto è che non sono davvero abituato a farmi la vasca e MOLTO FURBAMENTE, ho aperto l’acqua e iniziato a buttar dentro bagnoschiuma come se non ci fosse un domani.

Conseguenza: bolle di sapone ovunque, figo ma non pratico: più mi lavavo più mi riempivo di sapone. Giustificatemi, ero stanco.

Poi ho fatto uscire tutta l’acqua e mi sono lavato, però mi sono accorto che la schiena era ancora piena di sapone, così mi sono dovuto rilavare. Giustificatemi, ero stanco.

Poi dovevo lavare i capelli, ma non trovavo altra soluzione se non quella di sbattere la testa sotto al rubinetto per finire quasi con l’affogare da solo. Giustificatemi, ero stanco.

Finalmente finisco di lavarmi, provato da tutto questo, esco, mi asciugo e noto che non c’era posto per lasciare l’asciugamano ad asciugare, così mi avvicino al lavandino e vedo una porticina con un appendino apposta per attaccare l’asciugamano che avevo addosso, per un attimo mi sono sentito fortunato, la mia sfiga era finita, la vita volgeva per il verso giusto finalmente…finchè, una volta appoggiato l’asciugamano, giro la testa verso destra e noto…la doccia. Giustificatemi, sono un idiota.

 

E qui finisce davvero la giornata, direi che anche per oggi è abbastanza.

 

Molto comoda la vasca.